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simonebellis
16 aprile 2010

Soldi e buoi dei paesi tuoi

Il leader della Lega, Umberto Bossi, ha rilasciato questa dichiarazione: "E' chiaro che le banche più grosse del nord avranno uomini nostri a ogni livello. La gente ci dice prendetevi le banche e noi lo faremo".
Colpisce all'istante la stranezza di questa dichiarazione, visto che un leader di partito, rappresentante di interessi particolari (a oggi circa il 12 % degli aventi diritto), dice di voler "prendere" delle banche.
La prima cosa da notare è che gli istituti di credito sono privati, e i consigli di amministrazione dovrebbero prendere le decisioni nell'interesse degli azionisti e dei clienti. In che modo tutto questo potrebbe coesistere con gli interessi di un partito politico? 
Se non bastasse l'evidente conflitto di interessi non farebbe male ricordare come finì l'avventura finanziaria della Lega.
I vertici del partito incaricarono Gian Maria Galimberti di fondare una banca, che ovviamente sarebbe stata controllata dal partito, che prese il nome di CrediEuronord.
Senza tirarla troppo per le lunghe, la banca fallì a causa della disastrosa gestione. CrediEuronord venne rilevata dalla Banca Popolare di Lodi (oggi Banca Popolare Italiana), che fa capo a Gianpiero Fiorani. In questo modo i debiti contratti dalla banca della Lega vennero rilevati, e forse per coincidenza da allora la Lega smise di assumere certe posizioni forti che l'avevano caratterizzata in passato.
Viene poi da chiedersi quando effettivamente la gente abbia chiesto alla Lega di prendersi le banche. Non sembra sia una delle priorità dei cittadini, ma ove si fosse verificato questo strano evento il senatore avrebbe dovuto ricordare che secondo la Costituzione l'iniziativa economica privata è libera, ed è compito della Repubblica controllare l'esercizio del credito, non di un partito minoritario.
Il sistema per disciplinare il credito è di promuovere leggi attinenti in parlamento, non di occupare i consigli di amministrazione delle banche. E' evidente che sarebbe soltanto un modo per aggirare il regolare iter legislativo.

Le intenzioni palesate da Bossi sono in contrasto con l'articolo 41 e 47 della Costituzione.

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