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simonebellis
22 aprile 2010

I tuoi diritti, i miei diritti.

In questi giorni ci sono state alcune novità relative al mondo di internet.
Una di queste è stata una dichiarazione del ministro Maroni, riguardo alla diffusione on line di materiale audio e video. Nello specifico parlava di materiale coperto da copyright, e proponeva un modello di diffusione gratuita pagata da sponsor pubblicitari. In pratica, un sito dove scaricare contenuti originali, gratis e legalmente, grazie all'indotto pubblicitario.
Di per sé non è una trovata pionieristica, in molti ci hanno pensato ma nessuno è ancora riuscito a creare un servizio realmente competitivo basato su questi presupposti.
L'analisi del ministro è piuttosto superficiale, ma fa intendere quanto meno un interesse per la questione, e non è da sottovalutarsi. Dove la legge si distacca di molto dalla realtà, e trova ostacoli nella stessa applicazione, è importante risolvere il problema in una maniera più netta ed efficace.

E' di oggi la chiusura del sito linkstreaming.com, un sito dove era possibile visionare o scaricare illegalmente materiale protetto. Non è chiaro se si tratti effettivamente di sequestro, poiché pare che il sito sia sparito "spontaneamente" prima ancora di essere bloccato. 
Il copyright è una norma concorde agli articoli 35 e 42 della Costituzione. 

Un altro caso rilevante è il conflitto creatosi tra Telecom Italia e l'associazione Fapav (Federazione Anti Pirateria Audiovisiva). 
La Fapav ha richiesto a Telecom di segnalare alle autorità gli utenti che scaricano illegalmente materiale protetto da copyright. Il Tribunale di Roma si è espresso contro questa richiesta, per più di un motivo. Come prima cosa una richiesta del genere è ammissibile soltanto da parte delle autorità giudiziarie, inoltre l'obbligo di verifica non spetta al provider. La richiesta della Fapav è in contrasto con l'articolo 15 della Costituzione.

Sebbene il copyright sia idealmente una norma giusta, è bene tornare sulle dichiarazioni del ministro Maroni. Difendere i diritti d'autore con norme incapaci di gestire i nuovi mezzi di comunicazione vuol dire non interessarsi del problema. 
La questione morale al riguardo non è per nulla sentita dai cittadini, e chi fruisce illlegalmente di materiale audiovisivo in pratica non è perseguibile dalla legge, in primis per cause logistiche. Spesso si evidenziano persino conflitti tra le leggi a protezione dei diritti d'autore con quelle riguardanti la privacy.
In questo modo spesso assistiamo a un circolo vizioso che porta all'incremento dei prezzi di materiale audiovisivo, con conseguente aumento della pirateria.
E' quindi dovere delle istituzioni andare oltre al semplice problema giuridico legislativo, e tentare di proporre modelli innovativi in grado di proteggere i produttori come i consumatori. Gestire il materiale web è diventato un problema reale. Un'evoluzione in questo senso si potrebbe paragonare al passaggio dal semplice pozzo all'acquedotto.


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