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simonebellis
4 settembre 2010

Verso il futuro


Pubblico l'estratto di una proposta che ho avanzato a Davide Bono, consigliere regionale del Piemonte, in seguito a una discussione riguardante le energie alternative.
Nel momento in cui pubblico questo articolo sono in attesa di una risposta, che provvederò a pubblicare non appena la riceverò.
Ho eliminato i riferimenti a realtà esclusivamente piemontesi.

Sono molto ben accette idee, sviluppi o critiche su punti deboli nella mia proposta.
Se piace, prego chiunque voglia di farla propria e diffondere il testo.

[...]
Attualmente gli incentivi prevedono sostanzialmente un'ammortamento più rapido dei costi di installazione. Se non sbaglio è valutato che in otto anni si rientra nelle spese, e poi è tutto risparmio.
I punti critici del sistema si evidenziano subito: come prima cosa un privato difficilmente ha le disponibilità per affrontare la spesa necessaria, e anche potendo permetterselo è ovviamente scoraggiato dal salasso. Aggiungiamo che un privato, per quanto abbia una vita stabile, difficilmente fa piani a distanza di quasi un decennio. Questo è compito di un'impresa.
Aggiungiamo che nei grandi centri abitati si vive in condominio, e questo è un ulteriore ostacolo all'installazione di pannelli.

La soluzione che ho identificato è questa. La regione offrirà incentivi non ai privati, ma alle imprese per l'installazione di fotovoltaico.
Contemporaneamente si deve studiare una collaborazione con i fornitori di energia elettrica.
I pannelli vengono installati sui tetti a spese dell'impresa e non del privato. Qui può subentrare la regione incentivando in maniera onesta l'operazione.
I pannelli rimangono di proprietà dell'agenzia fornitrice, che paga "l'affitto" del tetto fornendo energia all'abitazione. 
In base alla superficie del tetto e all'esposizione (qui la parola passa agli esperti) si studia un contratto che preveda una fornitura ovviamente limitata di energia. 
Il fatto di avere una fornitura gratuita e illimitata incentiverebbe gli sprechi, mentre è più vantaggioso stabilire un limite ragionevole.
Il resto è energia pulita a disposizione della comunità.
La manutenzione dei pannelli è a carico dell'impresa proprietaria.


L'incentivo pubblico all'installazione dei pannelli imporrà dei vincoli.
Come prima cosa si identifica con precisione il proprietario unico e responsabile. Tendenzialmente dovrebbe essere il fornitore di energia, ma non escludo un modello in cui sia invece l'installatore, anche se questo potrebbe complicare la risoluzione contrattuale.
L'energia prodotta dai pannelli dovrà essere venduta a un prezzo equo stabilito con la regione, in base al costo medio dell'energia.
La percentuale che andrebbe destinata all'edificio potrebbe essere vincolata in qualche modo, per evitare che i fornitori siano incentivati a far ridurre i consumi agli inquilini. Forse sono paranoico, ma non si sa mai.
Importantissimo stabilire a priori e con precisione le competenze in merito alla manutenzione. In sostanza, quando tocca alla società fornitrice tirar fuori i soldi e quando agli inquilini, o eventualmente anche l'installatore.
Ogni impianto dovrà avere un contatore che segnali l'energia prodotta, quella destinata all'abitazione, e il costo a cui viene venduta, in modo che i privati potranno diventare controllori a loro volta. 
Per adesso tralascio temi come il controllo dei contatori ed eventuali sanzioni in caso di inadempienza da parte della società finanziata.

Il vantaggio di questo sistema è che per una società è normale calcolare di ammortare delle spese in qualche anno, e comunque incomincerebbe a guadagnare qualcosa da subito. I privati avranno comunque un vantaggio senza dover tirare fuori un soldo, e l'ambiente ci guadagna.
Normalmente un inquilino sente parlare del suo tetto solo quando si rompe qualcosa, in questo caso spero che una novità simile venga accolta positivamente.

Si potrebbe decidere un domani di destinare una piccola percentuale per le colonnine di ricarica dei mezzi elettrici. Qui però manca ancora il contesto per iniziare il discorso.


Sulle modalità degli incentivi.

Utilizzare un sistema a "fondo perduto" per incentivare l'installazione a mio avviso non sarebbe efficiente. Come prima cosa l'esborso per l'ente finanziante sarebbe immane, secondo il fondo perduto è capitale su cui si paga le tasse, e non incentiva un comportamento virtuoso da parte dei contraenti.

Un finanziamento agevolato, con tasso di interesse e termine da stabilirsi, sarebbe la soluzione più idonea. Si potrebbe pensare a una partecipazione da parte delle banche, come avviene già per molti finanziamenti, ma tenendo un controllo molto più stretto sull'iter. A oggi un'impresa che richiede un finanziamento alla regione è in completa balia delle banche e enti di garanzia. Comunque con società di grosso taglio non dovrebbero esserci troppi problemi nel calcolare le possibilità di restituzione.
Studiato nel modo corretto si può fare in modo che l'azienda fornitrice si ripaghi i pannelli vendendo l'energia. Il privato ci guadagna, l'azienda installa con agevolazioni, la regione riprende col tempo il denaro erogato, se non ci sono intoppi è una situazione in cui tutti hanno da guadagnare qualcosa, senza contare il netto vantaggio ambientale.

Simone Bellis.


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